I Campi Elettromagnetici
Introduzione
I campi elettromagnetici si propagano come onde (onde elettromagnetiche) che si
differenziano sulla base della frequenza espressa in hertz (Hz: numero di
oscillazioni che l'onda compie in un secondo).
Lo
spettro elettromagnetico comprende le radiazioni non ionizzanti e le radiazioni
ionizzanti, le radiazioni cioè che, rispettivamente, non comportano o
comportano ionizzazione della materia. Le radiazioni elettromagnetiche dotate di
energia inferiore a quella necessaria alla ionizzazione della materia vengono
indicate con l'acronimo anglosassone NIR (Non Ionizing Radiation).
La
problematica relativa al propriamente detto "inquinamento elettromagnetico"
riguarda esclusivamente le radiazioni non ionizzanti comprese nel range di
frequenza 0 Hz - 300 GHz (1 GHz = 10
9 Hz). Oltre la frequenza di 300
GHz lo spettro elettromagnetico si compone delle radiazioni infrarosse,
visibili, ultraviolette e ionizzanti (raggi X e
g).
I Campi Elettromagnetici a Basse ed Alte Frequenze
I campi elettromagnetici si possono a loro volta suddividere, a seconda della
frequenza, in due categorie: i campi elettrici e magnetici a frequenze
estremamente basse (ELF) ed i campi elettromagnetici ad alta frequenza
(radiofrequenze e microonde). I primi
sono generati dal sistema di produzione, distribuzione e utilizzo finale
dell'energia elettrica (linee elettriche, cabine di trasformazione), i secondi
sono prodotti dagli impianti di teleradiocomunicazione (impianti per diffusione
televisiva e radiofonica, stazioni radio base per telefonia cellulare, ponti
radio).
La corrente elettrica nel nostro Paese viene distribuita a una frequenza
industriale costante pari a 50 Hz; gli impianti per teleradiocomunicazione
operano invece a frequenze molto più alte, dell'ordine di grandezza che va
dai 10
3 Hz (kHz) ai 10
9 Hz (GHz).
Questa
suddivisione riveste notevole importanza, in quanto implica significative
differenze riguardanti le proprietà fisiche ed il comportamento dei campi
elettrici, magnetici ed elettromagnetici stessi, l'interazione di tali
radiazioni coi sistemi biologici, nonché le diverse modalità e strumentazioni
di misura utilizzate.
Nella valutazione dell'inquinamento prodotto in ambiente abitativo da campi
elettrici e magnetici a frequenze estremamente basse (ELF), generati da sorgenti
esterne, è la componente magnetica del campo a meritare maggiore attenzione, in
quanto, mentre per il campo elettrico le strutture stesse dell'abitazione,
quali tetto e pareti, forniscono un'efficace azione schermante, per il campo
magnetico questo non avviene. In particolare la grandezza oggetto di misura è
l'induzione magnetica, che si misura in Tesla (T) e nei suoi sottomultipli
millitesla (mT, millesimo di tesla) e
mT (milionesimo di Tesla).
A frequenze più elevate (radiofrequenze) la valutazione dell'esposizione a
campi elettromagnetici può essere effettuata misurando il solo campo elettrico,
in quanto il campo magnetico è strettamente legato ad esso da una precisa
relazione matematica. L'unità di misura del campo elettrico è il volt su
metro (V/m).