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Il Radon

Il Radon è un gas radioattivo naturale, inodore e incolore, moderatamente solubile in acqua. Deriva dal decadimento dell' Uranio-238 , dell' Uranio-235 e del Torio-232 che sono presenti nel suolo (con concentrazioni diverse a seconda del luogo) e in molti tipi di rocce con cui veniamo quotidianamente a contatto.
Il Radon, essendo un elemento radioattivo, subisce un processo di decadimento. Mediante l'emissione di una particella alfa, si trasformerà in uno dei diversi isotopi del Polonio (a seconda dell'isotopo Radon di partenza) il quale, a sua volta, decade trasformandosi in un altro elemento, fino ad arrivare ad uno degli isotopi stabili del Piombo.
Essendo un gas naturale, inevitabilmente tutti noi veniamo a contato, e quindi inaliamo, il Radon e i prodotti da esso generati. La quantità di sostanza inalata, e di conseguenza la pericolosità per la nostra salute, dipende dal luogo, dal tipo di lavoro e di abitudini di ognuno di noi. E' importante sottolineare che la radioattività naturale è mediamente la fonte principale di radiazioni cui è soggetta una persona nell'arco della propria vita.


In spazi aperti si riscontrano concentrazioni di gas Radon modeste, essendo molto diluito nell'aria, di conseguenza non causa problemi di alcun genere all'uomo. Quando, al contrario, si eseguono monitoraggi in  ambienti chiusi le concentrazioni di gas radon possono raggiungere valori anche molto elevati, fino a migliaia di Bq/m3 (ricordiamo che il valore di soglia imposto dalla legge è 500 Bq/m3 ), che con il passare del tempo possono portare all'insorgere di gravi patologie . Risulta essere quindi molto importante monitorare tale concentrazione, ed eventualmente porre in atto le opportune opere di mitigazione. Per alcuni particolari luoghi, come stabilito dal D.Lgs. 230/1995 e successive modifiche (PDF 454 Kb ), il monitoraggio della concentrazione di gas Radon è già obbligatoria.



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